Vigili aggrediti nel campo rom, Roma sta esplodendo

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Colpi di scopa, bastoni e spray al peperoncino. Una sessantina di rom hanno aggredito sei vigili urbani che svolgendo il loro lavoro hanno tentato di entrare nel campo per bonificarlo, visto il rogo della notte precedente. “Abbiamo chiesto loro di sgombrare il campo e si sono opposti” ha dichiarato uno dei sei agenti. “Poi abbiamo proceduto alla richiesta dei documenti, e loro si sono scaldati” ha aggiunto.

È l’ennesimo episodio di violenza che si verifica nelle degradate periferie romane, abbandonate all’incuria dal sindaco Ignazio Marino, sprovviste di controlli e di misure di sicurezza.

Roma sta esplodendo: sta ritornando, con prepotenza, la violenza dello scorso autunno, quando i cittadini di Tor Sapienza, esasperati, scesero per le strade invocando maggiori tutele.

Il precedente, dunque, c’è. Ma il sindaco Marino e la sua Giunta, troppo impegnati a ‘combattere’ battaglie ideologiche a suon di pedonalizzazioni, aumenti dei parcheggi sulle strisce blu e registro delle unioni gay, non si sono preoccupati della situazione in cui versano le periferie romane. Anzi: lo stesso sindaco, quando andò sulla ‘scena del delitto’ (nel quartiere Tor Sapienza), si mostrò particolarmente spocchioso e borioso di fronte alle migliaia di cittadini che chiedevano aiuto. E oggi una situazione molto simile è tornata a ripresentarsi: i campi rom, che sono spuntati come funghi negli ultimi mesi visti i mancati controlli, sono esplosi e sono arrivati al punto di minacciare e picchiare perfino le forze dell’Ordine.
Il risultato? Due agenti della polizia locale sono rimasti feriti. Uno è stato colpito da una testata con il casco, l’altro è stato preso a colpi di scopa.

C’è da aggiungere altro?

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