Voto irlandese: la famiglia è sempre più debole

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Il voto in Irlanda preoccupa e, benché possa sembrare un controsenso, sancisce la morte della democrazia.

Il fatto che la classe politica abbia volutamente distrutto un bagaglio valoriale e che si sia schierata dalla parte della minoranza (sic!) ‘dominante’, rappresenta un vero e proprio ricatto e vìola le idee liberali. Non solo: il placet della ‘cattolicissima Irlanda’ rappresenta solo un gesto di compassione nei confronti dei gay, e non certo una ‘svolta democratica’, come molti continuano a sostenere.

E’ sacrosanto difendere i diritti di tutti gli esseri umani, ma è altresì importante difendere il ruolo della famiglia tradizionale, quella formata da un uomo e una donna e in grado di procreare e di mettere alla luce dei figli.

Equiparare al matrimonio l’unione di due persone dello stesso sesso è inimmaginabile ed è perfino subdolo.  I bambini  devono essere cresciuti  da una mamma e da un papà: ‘copiare’ quell’unione sacra è un sacrilegio.

In un momento storico in cui la famiglia tradizionale viene messa sotto attacco dalle Istituzioni statali e para-statali, il voto irlandese rappresenta un ulteriore tassello volto a screditare il matrimonio tra uomo e donna, a mettere in secondo piano  la sacralità della vita e il diritto di tutti a vivere una vita piena.
Insieme per l’Italia continuerà a battersi. E lo farà soprattutto per i bambini, che hanno il diritto ad avere una mamma e un papà e a crescere secondo i valori e secondo le tradizioni che hanno sempre contraddistinto la nostra società.

 

 

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