Stop all’invasione: misure dure, se servono

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Siamo totalmente d’accordo e solidali con Roberto Maroni nella sua battaglia contro l’invasione degli immigrati.

La proposta del governatore lombardo, checché ne dicano buonisti e benpensanti, demagoghi e populisti, rappresenta, sic et simpliciter, il modo forse più giusto per difendere i cittadini italiani di fronte al dilagare dell’immigrazione.

“Ai sindaci che dovessero accogliere nuovi clandestini – ha detto l’ex ministro – ridurremo i trasferimenti regionali”. Punto. Senza se e senza ma. E non per ‘partito preso’ o perché si vuole essere crudeli con i clandestini, ma solo ed esclusivamente perché con queste politiche si sta diventando crudeli con gli italiani, quelli che da una vita pagano le tasse e che ora si ritrovano completamente abbandonati da uno Stato che, de facto, non li tutela più.
Benché la proposta di Maroni ha suscitato un vespaio di polemiche, noi di Insieme per l’Italia, che da mesi ripetiamo quanto l’immigrazione clandestina e i flussi incontrollati stiano distruggendo e minando alle fondamenta del nostro assetto democratico, per quanto possa sembrare ‘forte’ rappresenta l’unico modo per rendere di nuovo il nostro un Paese vivibile.
A che serve continuare a ripetere ‘andiamo a Bruxelles e sbattiamo i pugni sui tavoli’ se poi, a queste parole, non seguono i fatti?
A che cosa serve auspicare, invocare, sperare che l’Ue si muova per alleviare l’Italia dall’ingrato compito dell’accoglienza primaria (la più difficile!) se poi non otteniamo nulla in cambio e restiamo con un pugno di mosche in mano?
L’Europa, su questo fronte, ha fallito. Le politiche di Renzi, evidentemente, anche.
E allora noi siamo d’accordo con Roberto Maroni, che i ‘pugni’ li sta battendo realmente in difesa degli italiani.

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