Dieci domande al sindaco Ignazio Marino

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di Diego Maria Nati – Non proprio un’intervista impossibile, di quelle che qualche anno fa spopolavano sulle cronache nazionali, perché anche solo ipotizzare le risposte di Ignazio Marino sarebbe stato pressoché impossibile. Dieci domande – solo dieci! – che ci piacerebbe rivolgere al primo cittadino di Roma. Dieci domande semplicissime, che immaginiamo moltissimi romani vorrebbero rivolgere al sindaco. E magari chissà, lui stesso, leggendole potrebbe anche decidere di… prenderne atto!

1. Sindaco, il giorno stesso della proclamazione del Giubileo straordinario, ha affermato che eravate pronti. Ritiene che il Giubileo sia pronto a voi?

2. I trasporti romani sono pressoché nulli ed essendo morto il dr. Dpock, per le eventuali prossime Olimpiadi, come si muoveranno atleti e spettatori?

3. Se un Rom, in regolare possesso del titolo di viaggio, mentre suona o borseggia sulla metro cade, verrà indennizzato? Se sì, da chi? Dal Comune o dall’INAIL, visto che era sul posto di lavoro?

4. Perché facciamo la raccolta differenziata dei rifiuti? Perché ci ostiniamo a chiamarla così?

5. L’emergenza immigratoria esiste da prima dell’apposita legge Martelli degli anni ‘90, quando migliaia di albanesi sbarcarono sulle coste pugliesi (ricorda lo stadio di Bari, il vecchio S. Nicola?). Quando avremo la speranza di sentirgliela classificare come ordinaria amministrazione progettata e prevista sotto tutti i punti di vista?

6. Quanto vale la vita di un lavoratore filippino,quanto quella di un Italiano o quanto una patente da far prendere gratis a un Rom?

7. Le case dei romani sono o blindate o saccheggiate da abili acrobati forse circensi. Ha intenzione di favorire altri insediamenti di nomadi e sbandati,anche solo tollerandoli , nell’immediato futuro?

8. Le buche delle strade di Roma lasciano ormai intravedere le splendide strutture basaltiche di e epoca repubblicana ed imperiale, questo servizio archeologico aggiuntivo inciderà sulla prossima TASI?

9. Sono andato a fare la carta di identità presso il mio Municipio (il III°) perdendo appena sei minuti del mio tempo. Non crede che sia il momento di gratificare con una menzione la maggior parte dei dipendenti comunali che sono efficienti e corretti invece di parlare sempre di se stesso e della sua adamantina onestà, di cui siamo certi, ma che ha stufato?

10. Signor Sindaco, i romani non la vogliono più, perché non si dimette?

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