Questa Europa non ci piace

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di Andrea Ronchi –

“Questa Europa non mi piace, questa Europa a trazione tedesca, non mi piace questa Europa dei burocrati, questa Europa che ci sta costringendo a cedere sovranita’ in cambio di nulla, per questa ragione io dico che Tsipras dice di no in ragione della democrazia, cioe’ facendo decidere al popolo sovrano”.
“Io sono d’accordo con Tsipras, magari avessimo fatto la stessa cosa in quel maledetto novembre del 2011, quando l’Italia fu sotto attacco speculativo dei mercati e l’Europa reagi’ non con la sovranita’, dare una mano al governo italiano e agli italiani ma reagi’ facendo fuori un governo, eravamo a governare assieme con la Lega, democraticamente eletto e ci mise un tecnico come Monti, con i risultati che poi abbiamo visto”.

Queste sono parole di Renato Brunetta, pronunciate oggi e totalmente condivisibili.

Non siamo euroscettici: ci definiamo eurocritici, e chiediamo che il governo esca dalla condizione di sottomissione assoluta al volere dei poteri forti di Bruxelles, di Strasburgo e di Francoforte (oltre che di Berlino).

Questo invece il testo del Manifesto fondativo di Insieme per l’Italia, redatto a novembre del 2013 ….

Noi  auspichiamo che queste possano essere le parole di tutto il centrodestra italiano e non solo di una parte di esso. Non saremo certo noi i nuovi discepoli della peggiore sinistra greca, ma vogliamo che i popoli europei tornino padroni del loro destino e al centro degli interessi di una nuova Europa. Chi può aver paura del voto dei cittadini?

Diciamo un NO forte a questa Europa, che con i suoi giochi di potere ed il ricatto dei mercati travalica il voto e l’interesse del popolo imponendo i suoi burocrati e le sue marionette …..

L’Europa siamo noi, l’Euro la nostra moneta: non occorre abolirli o rinnegarli, occorre cambiare, subito, una deriva verticistica ed autoritaria che non ha futuro né rispetto per i cittadini europei.

Un’Italia forte in Europa, capace di cambiare queste assurde regole, c’è stata ed è stata rappresentata dal Governo di Silvio Berlusconi il quale, per primo, aveva compreso che un’Europa germano – centrica andava contro gli interessi dello sviluppo della solidarietà e dell’equità di una politica comunitaria.

Da lunedì ci auguriamo che questa Europa cambi passo, abbandonando le politiche del rigore e del’austerità che stanno compromettendo la stessa idea di Europa e riportando al centro della sua azione il benessere ed il futuro dei suoi cittadini.

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