Togliere i numeri romani, l’italofobia di Marino

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L’italofobia di Marino e dei suoi ‘prodi’ assessori sta raggiungendo livelli inauditi. La decisione del primo cittadino di Roma di togliere i numeri romani nei documenti e nelle strade della Capitale, è solo l’ultima di una serie di scelte scellerate dell’attuale amministrazione.

All’indomani della prima pagina sul News York Times – per demerito, s’intende –Marino è più che mai intenzionato a ritornarci prepotentemente dando uno schiaffo alla cultura millenaria romana, alla storia e alla tradizione della nostra Caput Mundi.

La scelta ‘surreale’, giunta pochi mesi dopo la rivisitazione del logo di Roma in chiave futuristica-anglofona, lascia tutti esterrefatti. E non siamo solo noi, ‘oppositori’ della Giunta capitolina, a restare sconcertati; non c’è solo il giudizio negativo dei massimi esperti di lingua e dei più autorevoli studiosi della storia antica sulle testate nazionali. Lo stesso Dario Franceschini, ministro dei Beni culturali del governo Renzi, è intervenuto sull’iniziativa che di primo acchito poteva sembrare una bufala: «Spero – ha osservato – che ci sia spazio per un ripensamento. I numeri romani sono un pezzo della nostra identità, in particolare a Roma. E mantenerli avrebbe un valore non soltanto culturale ma anche di memoria e educativo per le future generazioni».

Non perdona neanche il ‘popolo del web’: “Perfino il “Big Ben”, torre del parlamento inglese, sul suo quadrante ha le cifre scritte in numeri romani a testimonianza che Roma è sempre Roma e che tutte le ore dei campanili, delle chiese o delle torri battono la medesima ora culturale europea” scrivono alcuni.
“Il PD ormai braccio operativo per distruggere la cultura” aggiungono altri.
Il coro, al quale ci uniamo anche noi di Insieme per l’Italia, è unanime: “Marino, dimettiti!”

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