Per l’Italia: ricostruiamo il centrodestra

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di Andrea Ronchi – L’analisi di Galli Della Loggia, sia pur spietata, è in parte condivisibile: il centrodestra non c’è più.
E’ questo il motivo per il quale un anno e mezzo fa è nata Insieme per l’Italia, nel tentativo di riportare al centro valori e progetti che sono sempre stati nel Dna del popolo di centrodestra italiano, e per dimostrare a tutti – Galli Della Loggia compreso – che le vittorie elettorali non furono marketing ben riuscito, ma la proposizione di un progetto economico, politico, culturale e valoriale in grado di risollevare l’Italia, la nostra Nazione, da un progressivo e costante declino.
Il centrodestra esiste e non solo come rivalsa corporativa, ma perché incarna i valori profondi della nostra Nazione .
La grande e profonda crisi del centrodestra, dunque, non è valoriale ma è stata ‘inflitta’ da chi, a livello nazionale e locale, ha tradito le speranze di coloro i quali con passione e orgoglio hanno contribuito alle vittorie elettorali.
Occorre cambiare. Lo stanno facendo le migliaia di donne e uomini che non vogliono arrendersi a un’Italia che perde la sua identità profonda, invasa da immigrati clandestini, che distrugge le sue radici, impoverita dal governo Renzi che non ha risolto né può risolvere i problemi strutturali ed economici.

Insieme per l’Italia
#nonvivotiamopiù
• Zero è il livello di fiducia espresso dai cittadini a questo centrodestra italiano e ribadito, da diversi anni, dal responso delle urne.
• Zero è il grado di affidabilità di questa classe politica persa tra velleitarismi, personalismi e derive umane e morali.
• Zero è la capacità attuale della nostra parte politica di esprimere una forma compiuta ed efficace di opposizione.
• Non permetteremo più, a nessuno, di rappresentare i nostri valori, le nostre idee, le nostre convinzioni in nome di una politica in cui non ci riconosciamo

#ricominciamodazero
• Ricominciare è possibile, partendo da una proposta politica e programmatica che nasce con il determinante apporto delle tante persone perbene, capaci, oneste che hanno voluto aderire a questo manifesto
• Un programma che nasce dal territorio, dai tanti amministratori onesti che sono stati lasciati soli o ignorati, dalle associazioni di categoria, dal sindacato, dall’imprenditoria e dall’artigianato, dal mondo della solidarietà, dalla società civile, dal sentimento vero di quei milioni di italiani che hanno preferito non votare più
• In nome di queste persone, grazie alla fiducia che ci hanno accordato, vogliamo dire che saremo una diga, insormontabile, eretta contro chiunque non ha ancora capito il suo fallimento e non intende farsi da parte
• Ricominciamo da zero, con la difesa strenua dei nostri valori, dei nostri ideali, della nostra storia, del nostro futuro. Ricominciamo uniti e determinati, Insieme per l’Italia

#primalItalia
• Uno Stato leggero, secondo i principi della dottrina liberale. I cittadini devono essere liberi. Lo stato non deve invadere continuamente il terreno delle scelte individuali. Uno Stato più leggero costa di meno, e impone (di conseguenza) meno tasse.
• Meno burocrazia, e maggiore semplicità nelle regole. Questo è il nocciolo di ogni spending review. Le riduzioni di spese non si ottengono con il gioco delle tre carte, limitandosi a spostare le tessere di un puzzle. Lo Stato (più leggero) deve costare di meno, e funzionare meglio.
• Pagare le tasse è un dovere, ma un fisco più giusto è un diritto. La lotta all’evasione deve cominciare dai grandi gruppi industriali e dal melmoso mondo delle transazioni finanziarie. Aboliamo definitivamente la gogna di Equitalia, rendiamo l’accertamento fiscale più in linea con le effettive “volontà” di evasione differenziadole dalla “impossibilità” a pagare di chi le tasse le dichiara fedelmente.
• Revisione immediata ed abbattimento drastico del limite delle soglie di usura, con provvedimenti sanzionatori per le Banche e le Finanziarie che ancora oggi strozzano le imprese, le famiglie, il credito al consumo.
• La sicurezza è un diritto che non può essere annientato da una falsa concezione dell’accoglienza – chi viene accolto nel nostro Paese deve rispettare le nostre regole – o dal lassismo demagogico imperante
• Le forze dell’ordine sono una risorsa del Paese e non possono essere oggetto di processi ideologici e fuorvianti. Riportiamo a casa i nostri Marò.
#Italiasicura
• Bisogna agire a favore della sicurezza personale, di quella ambientale (ponendo fine, tra l’altro, allo scandalo dei rifiuti), di quella alimentare. Le regole di Bruxelles pretendono di scegliere i componenti del lardo di colonnata o impongono limiti alla produzione di prodotti che hanno reso famosa l’Italia nel mondo, ma non impediscono l’invasione delle mozzarelle che provengono dall’estremo oriente, o al peperoncino artificiale che arriva da chissà dove.
• Ripristino del reato di immigrazione clandestina. In un momento nel quale il 13 per cento degli italiani è senza lavoro, è assurdo che si debba subire la concorrenza spietata degli immigrati, o che si sia costretti a mantenerli. Si deve pretendere dall’Europa che il peso dell’immigrazione non gravi unicamente sull’Italia. Frontiere aperte in tutti i 27 Paesi anche per i rifugiati politici. Queste non sono posizioni razziste, ma rispondono all’esigenza di difendere noi stessi.
• La lotta alla droga, una piaga che uccide soprattutto i giovani, e che deve essere combattuta riportando nelle aule parlamentari una legislazione non permissiva, ma di assoluta severità nei confronti dei consumatori e, soprattutto, degli spacciatori.
• Basta con la continua denigrazione delle nostre Forze dell’Ordine, Forze Armate e Corpi Militari, pilastri fondamentali della nostra democrazia ed eccellenze assolute nei casi di intervento umanitario e di tutela del territorio.
• La legalità è un principio non negoziabile, con una giustizia giusta e delle pene effettive.
• La lotta alla criminalità organizzata non deve avere sosta, con un maggiore inasprimento dei controlli finanziari e la confisca effettiva dei beni (da rivedere completamente il farraginoso meccanismo della loro gestione e della funzionalità delle imprese sequestrate, per non dilapidare un immenso patrimonio che appartiene alla collettività).
• Riforma della giustizia. Separazione delle carriere, responsabilità civile dei magistrati (inutilmente votata molti anni fa in un referendum). Cancellazione dell’obbligatorietà dell’azione penale, che consente ai magistrati una totale discrezionalità sui reati da indagare e su quelli da dimenticare. La riforma deve riguardare anche la giustizia civile, che (con la sua lentezza e i suoi percorsi labirintici) è una delle cause principali dell’assenza di investimenti stranieri.
#primagliItaliani
• La famiglia – quella vera, fatta da un padre e da una madre che si preoccupano per i loro figli – è un bene inalienabile della nostra civiltà
• Elaborazione del quoziente familiare per una detassazione delle famiglie, nuove linee guida nelle graduatorie pubbliche con recupero del valore della famiglia tradizionale (chi è sposato ed ha dei figli ed un reddito normale è svantaggiato rispetto agli altri, è un assurdo)
• Il lavoro ed il fare impresa – in uno stato di diritto e di equità – sono alla base della nostra convivenza civile
• Detassazione immediata del cuneo fiscale, recuperando risorse dagli sprechi di una cassa integrazione puramente assistenzialistica e dalla voragine dei progetti di formazione totalmente inutili ed in mano ai Sindacati.
• Mobilità del lavoro. Negli altri Paesi più industrializzati, la filosofia del posto fisso è stata abbandonata da molti anni. La mobilità agevola l’ingresso dei giovani e favorisce il riciclo di chi è rimasto disoccupato. Le aziende decotte devono essere chiuse. Le start up devono essere incoraggiate. Deve anche essere rivista la cassa integrazione, mettendo in mobilità chi ne usufruisce, e privandolo dei benefici se rifiuta le opportunità che gli vengono offerte.
• Rappresentanza e Rappresentatività Sindacale, il potere contrattuale e la difesa del diritto al lavoro e del lavoro si esercita attraverso la delega. La scelta del sindacato deve essere libera in un contesto plurale in cui il lavoratore/cittadino non deve avere condizionamenti e nella consapevolezza di poter sempre esercitare il diritto di interlocuzione e di democrazia diretta all’interno di detti organismi sindacali.

#lItaliadeldomani
• La solidarietà non è uno slogan, ma impegnarsi e convivere con chi il disagio lo soffre, ogni giorno, dentro la propria vita
• La formazione, la scuola, l’università, la ricerca come volani di crescita e di costruzione di un futuro migliore per i nostri figli.
• Abolizione dei test di ingresso universitari e adozione del modello meritocratico di selezione
• Ripristino immediato della detassazione dei redditi per le nuove imprese giovanili
• Facilitazione dell’accesso al credito per i giovani nelle more di un contesto lavorativo profondamente cambiato
• Accesso facilitato e garantito dallo Stato ai progetti di finanziamento della Unione Europea promossi dai Giovani

#valoreItalia
• La nostra industria, la nostra manifattura, i prodotti della nostra terra non possono essere svenduti e delocalizzati, ma protetti e promossi come eccellenza in tutto il mondo.
• Il ritorno ai mestieri ed alla tradizione agricola italiana deve essere, con la giusta incentivazione ed una tassazione adeguata, la spinta propulsiva al nostro futuro.
• Con un PIL che continua a viaggiare su livelli decisamente inadeguati e la disoccupazione ed il debito pubblico in continua crescita, solo l’attuazione di autentiche misure volte alla detassazione delle attività produttive è in grado di consentire una vera ripresa economica, sempre annunciata da troppi Governi passati ed attuali e mai effettivamente realizzata
• Una tutela moderna ed efficace del paesaggio e del territorio, senza pregiudizi ideali, con la consapevolezza che solo l’Italia è in grado di generare una simile ricchezza e varietà di proposta.
• Introduciamo il concetto di PIL verde, così da ponderare gli effetti della crescita economica rispetto alle conseguenza ambientali che essa può generare.
• Valorizzazione del patrimonio artistico (e turistico) italiano. È la nostra risorsa principale. Ma, fino ad oggi, si è fatto poco o nulla per esaltarlo (e monetizzarlo). Un sistema di razionalizzazione della proposta, di creazione di una rete di infrastrutture e servizi per includere nel progetto le tante realtà, uniche ed eccezionali, sparse nel territorio e, troppo spesso, irraggiungibili o dimenticate.
• Invece di disperdere i finanziamenti statali in mille rivoli inutili, aumentiamo il contributo dello Stato in favore del MIBAC, contributo ancora fermo ad un risibile 0,1% del PIL e quota assai lontana da quella fissata dagli altri Paesi europei
• Realizziamo un vero progetto imprenditoriale, ad azionariato popolare e diffuso, in grado di creare lavoro e risorse dalla valorizzazione del brand Italia

• L’Italia diventi finalmente protagonista di un’iniziativa politica forte a favore del Mediterraneo, iniziativa che concorra a stringere un’alleanza con i Paesi rivieraschi, allo scopo di promuovere forme di cooperazione economica, sociale, culturale, tecnologica nella prospettiva di un’allocazione di risorse verso quei Paesi e metterli in condizione di poter trattenere in patria il loro capitale umane e, conseguentemente, contenere i flussi migratori verso il nostro Paese
• L’Italia è il cuore dell’Europa, la sua radice economica e culturale, deve riprendere il suo ruolo centrale ed indiscutibile nell’azione comunitaria

#InsiemeperlItalia
• Abbiamo deciso di metterci in gioco in prima persona, di sacrificare il nostro tempo e (spesso) le nostre famiglie per provare a costruire qualcosa di nuovo, di metterci al servizio di tante altre persone che, come noi, vogliono provare a cambiare il nostro futuro
• Questo è l’inizio di una nuova sfida, il momento di dimostrare che un’Italia migliore, capace di generare una Politica migliore, fatta di uomini e donne migliori esiste e non si è mai arresa.

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1 commento

  1. Il progetto è interessante e risponde ad una esigenza reale molto diffusa tra i cittadini che, non trovando una proposta rispondente alle loro esigenze non vanno a votare. Debbo però rilevare che accanto ad una soddisfacente elencazione delle cose da fare e degli obbiettivi da raggiungere manca l’indicazione di una politica di bilancio capace di fornire i mezzi necessari. Così come sono insufficienti le indicazioni di scelte di politiche economiche, finanziarie e sociali la cui sostanziale mancanza dà alla proposta complessiva un taglio velleitario e quindi un po demagogico. Comunque il progetto rappresenta una base su cui si può utilmente lavorare. Sinceri auguri

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