La catastrofe culturale non è solo colpa dell’Isis.

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de Il Mal Destro –

“Stanno uccidendo la cultura”. Questo è il grido d’allarme che da Parigi si propaga a Roma, Milano, Londra ed ormai in tutta l’Europa occidentale.

I gravi fatti del 13 novembre stanno minando le basi dei nostri teatri, dei musei, dei luoghi di svago, del turismo. La gente ha paura, resta in casa, disdice le prenotazioni, si tiene alla larga da qualsiasi potenziale pericolo.

E questa è la conseguenza del nostro arrendersi al terrorismo, non certo la causa di un male più profondo che nasce da una “negazione culturale” in cui l’Isis ha trovato terreno fertile per attaccare.

La cultura europea si è trovata fragile e impreparata ad affrontare questa sfida perché ormai da troppi anni è stata relegata in un ruolo marginale nella strategia politica; è stata negata alle sue basi – nei simboli, negli ideali, nei valori, nelle sue radici cristiano giudaiche – fin dalla carta costituente dell’Unione Europea.

Da anni ormai, la cultura è proprietà “intellettuale” di una sinistra cialtrona ed auto-celebrativa, sfruttata e distrutta ad immagine e somiglianza dei loro meschini interessi.

Tutti in strada a testimoniare solidarietà e intransigenza per l’attacco a Charlie Hebdo – ma siamo sicuri che fosse un simbolo culturale – ma nessuno in grado di riportare il ragionamento su una “rinascita” dei nostri valori, sull’affermazione del nostro “diritto” a preservare e sviluppare l’identità culturale che ha reso possibile la nascita stessa dell’Europa.

Se non crediamo nella nostra cultura e siamo sempre pronti a “negarla” di fronte alle “pretese” di chicchessia – via i crocefissi dalle scuole, via il concetto di famiglia, via l’obelisco dal Foro Italico, etc – come possiamo essere in grado di difenderla ?

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