Loro ci odiano

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de Il Mal Destro –

Abbiamo avuto modo di scriverlo questa notte, a caldo nell’immediatezza delle drammatiche notizie che giungevano da Parigi.

Gli attentati di Parigi rappresentano un attacco alla civiltà occidentale e un oltraggio all’intera umanità.
Ora più che mai, senza finti buonismi o ipocrisie, dobbiamo combattere il terrorismo islamico, figlio della cultura della violenza e dell’odio. Anche chiudendo le frontiere o operando sistematiche espulsioni.
Combattiamo “Allahu Akbar”.
Quello che si sta consumando stanotte a Parigi è l’11 settembre europeo. Ma questo dramma non riguarda solo la Francia: l’orrore di questi vili attentati è il dramma di tutta l’Europa e di tutti coloro che credono nella libertà. Siamo tutti Parigini.                                                                 https://www.facebook.com/insiemeperlitalia

E al risveglio, questa mattina, la sensazione che ci assale è ancora più netta e delineata nella cruda realtà dei fatti: non si è trattato di drammatico attentato ma di una consapevole e rituale carneficina perpetrata con odio e risolutezza contro TUTTI noi.

Stanno uccidendo tutti, uno ad uno” è il drammatico messaggio che uno spettatore all’interno del Teatro Bataclan ha postato ieri sera in diretta, chiedendo aiuto. E qui sta il vero obiettivo di questa farneticante mattanza. Tutti noi – occidentali, liberali, democratici – siamo l’obiettivo del loro odio e della loro violenza. Tutti noi rappresentiamo – di fronte a queste menti malate e deviate – il male ed il peccato e per questo dobbiamo essere eliminati.

Contro questo odio, contro questa aberrante ideologia non possiamo rimanere inermi, non possiamo “porgere l’altra guancia”, non possiamo continuare a “far finta di niente”.

Siamo di fronte ad una strategia del terrore ormai chiara: l’invasione dell’Europa con le centinaia di migliaia di profughi che ogni giorno varcano i nostri confini, la radicalizzazione dell’ideologia del terrore dentro le nostre città, la sicurezza di poter celare dietro il lassismo delle nostre leggi l’anonimato di cellule e commandos dal profilo altamente criminale.

Una volta che la loro guerra ha varcato i confini del Mediterraneo, eccoli sferrare il loro attacco, non contro i “simboli” del potere ma contro i cittadini inermi che il venerdì sera erano a cena fuori, al bar, al teatro o in uno stadio a vedere una partita.

Dice il sociologo francese Marc Lazar sul Corriere della Sera: “Il gesto di questa notte di sangue ha un significato preciso: terrorizzare la gente comune, convincerla a non uscire più dalla propria casa. Ormai siamo in guerra e noi francesi dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di questa sfida.”

Ebbene si, siamo in guerra – non per nostra scelta ma perché costretti – ed in guerra non possono esistere il buonismo, il lassismo, la falsa accoglienza, il chiudere gli occhi. Una guerra si combatte con forza e risolutezza. Solo uno può vincere.

 

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