Perché stiamo con Libero e con il direttore Maurizio Belpietro

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di Insieme per l’Italia –

Siamo alle solite, un’ondata di indignazione perbenista si è riversata sul titolo voluto da Maurizio Belpietro sul suo giornale Libero all’indomani della carneficina di Parigi: “bastardi islamici”.

Un titolo forte, diretto, senza mezze misure che individua chiaramente chi c’è dietro quegli attentati, chi c’è dietro questa scia di sangue, ci c’è dietro il genocidio quotidiano che viene perpetrato il larga parte del medio oriente e nel centro africa.

“Bastardi”, a nostro avviso, è l’unico aggettivo in grado di definire con le giuste parole chi “ci odia” e ci ha dichiarato guerra.

“Islamici” perché la guerra che ci hanno dichiarato è una guerra di religione, di valori, di cultura.

L’indignazione è propria di chi, negli anni di piombo, definiva le Brigate Rosse “compagni che sbagliano” invece di chiamarli “assassini comunisti”.

Non tutti i comunisti erano assassini così come non tutti gli islamici sono bastardi, questo è ovvio: ma quei comunisti erano assassini così come questi islamici sono assassini (e per questo bastardi).

E’ compito degli “altri” islamici dimostrarci la loro differenza, dimostrarci nei fatti che l’integralismo islamico è un’altra cosa: è una cosa “bastarda” rispetto alla loro religione, alla loro fede, alla loro cultura.

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