Italia e immigrazione

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Da anni assistiamo all’arrivo in Italia e in Europa d’immigrati, provenienti da vari paesi africani, asiatici e altri, che fuggono da guerre, conflitti e dalla fame, sono tuttora in aumento.
E’ una situazione delicata, che pone dei problemi da risolvere per gli stati europei di una giusta accoglienza, che va gestita bene con unità, responsabilità e determinazione, da parte di tutti gli stati europei, possibilmente in collaborazione dell’O.N.U.
L’O.N.U. dovrebbe portare tempestivamente aiuti a casa loro, pensando che a tutte le persone piacerebbe restare nel paese che sono nate, l’O.N.U. si dia una mossa, metta in campo strategie diplomatiche per prevenire, fermare le guerre, i conflitti e a combattere la fame.
L’Europa si adoperi naturalmente assieme all’O.N.U., per la formazione di governi di unità nazionale nei paesi in conflitto, per superare le divisioni e le crisi civili e sociali. Poi mandare aiuti economici, attrezzature, materiale, per favorire lo sviluppo dell’economia e dell’agricoltura.
Saper accogliere al meglio e un’equa distribuzione degli immigrati, in tutti i paesi europei.
L’Italia che ha fatto tanto e che sta facendo molto bene, con la nostra marina e tanti volontari, salvando tante vite umane, uomini, donne e bambini. Il governo sta facendo con grande impegno la propria parte assieme alle istituzioni locali, una capillare distribuzione degli immigrati su tutto il territorio nazionale. Si potrebbe fare ancora di più e meglio e la situazione andrebbe vissuta come un’opportunità di grande umanità e di solidarietà. Abbiamo tante caserme vuote, conventi, case abbandonate al degrado, zone di tanti paesi d’Italia lasciati all’abbandono, questi edifici utilizzarli per dare un tetto agli immigrati, potrebbe diventare un grande valore di accoglienza, ma anche un’occasione di ristrutturazione, di ricupero ambientale, di sviluppo economico e sociale.
Poi dobbiamo insegnare loro l’italiano e piano, piano, favorire la possibilità di avere un lavoro.
Cari cittadini dobbiamo fare sentire la nostra voce, dire basta alle armi che sono strumento di morte, si a strumenti di vita e di pace. Basta muri materiali e mentali, basta paure, l’arrivo di persone bisognose, disperate, va gestito con intelligenza, con grande responsabilità e umanità, salvaguardando sempre la dignità di ogni persona, pensando anche che potremmo essere noi al loro posto. Li chiamiamo immigrati rifugiati, ma prima di tutto sono persone che hanno bisogno di cibo, di giustizia, di libertà e di pace. Si nasce tutti uguali su questa nostra terra, stessi diritti, doveri, non lo scegliamo noi dove nascere e siamo tutti cittadini di questo mondo. Allora facciamola diventare quest’arrivo di persone un’occasione di amicizia sociale, di crescita civile, culturale, umana, di globalizzazione della solidarietà, tutte le persone del mondo hanno il diritto al cibo, alla libertà, alla pace, ma soprattutto il diritto alla vita.
Francesco L.  -Cenate Sopra – BG

 

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